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Come la prevenzione aiuta in caso di perdita del lavoro

La perdita del lavoro è un imprevisto in grado di destabilizzare non solo l’equilibrio economico del nucleo familiare, ma anche la salute psicofisica.

Perdere l’impiego è indubbiamente un’esperienza stressante e negativa sotto vari punti di vista, ci obbliga a rimetterci in gioco e a reinventarci (più in base alle capacità che all’età) per non perdere l’indipendenza economica, ma non è sempre facile risolvere il problema, lo sappiamo bene.

Il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti coloro che oggi hanno un’occupazione è di mettere in conto tutte le eventualità e di ragionare in termini di prevenzione

Perché è proprio quando si ha uno stipendio “garantito” e si vive una situazione di prosperità che bisogna pensare anche alle eventualità negative, per muoversi in anticipo e mettersi nella condizione di non dover subire un peggioramento della qualità della vita al presentarsi di un imprevisto in futuro.

Ma con quali strumenti è possibile costruirsi un solido futuro dal punto di vista economico e avere delle garanzie in caso di disoccupazione?

Strumenti a sostegno del reddito

Per proteggersi in caso di perdita del lavoro, entrano in gioco varie tipologie di strumenti diversi tra loro e personalizzabili in base alle proprie esigenze. Alcuni sono statali mentre altri sono privati, ed è su questi ultimi che vogliamo concentrarci.

In quest’ottica, potresti pensare ai fondi di emergenza, a stipulare una polizza assicurativa (come l’assicurazione contro gli infortuni e sulla vita) o un’assicurazione del reddito, nata proprio per far fronte all’incertezza del mercato del lavoro, come anche a libretti postali, conti deposito e investimenti in titoli di Stato e obbligazioni, o ad un piano di accumulo.

In base ai tuoi obiettivi e alle tue prospettive future sta a te, insieme al tuo consulente, trovare la soluzione che ti consente di ottenere i vantaggi maggiori.

Perdita improvvisa del lavoro: cosa fare?

In questo periodo stanno clamorosamente cadendo molte delle nostre sicurezze, compresa quella del “posto fisso” tanto ambito dagli italiani.

A causa del Covid è successa una cosa imprevedibile: alcune aziende hanno dovuto sospendere forzatamente la propria attività lavorativa e i dipendenti sono rimasti a casa dal lavoro, indipendentemente dal contratto in essere.

Chi ha potuto ha lavorato in smart working mentre per molti altri è stata richiesta la cassa integrazione (ricordiamo che i licenziamenti sono stati temporaneamente sospesi per legge).

Questo evolversi degli eventi ha destabilizzato davvero tutti, anche coloro che non hanno avuto questo problema e la situazione ci ha fatto capire che può succedere forse a tutti di perdere il lavoro e di ritrovarsi improvvisamente senza impiego per cause indipendenti dalla propria volontà. 

Ecco qualche consiglio pratico da sfruttare se hai subìto di recente la perdita improvvisa del lavoro o se temi che ciò avvenga.

Ho perso il lavoro: cosa devo fare? 

Le cose da fare per affrontare questo momento richiedono la tua concentrazione e il tuo impegno su fronti diversi e se ti stai chiedendo cosa fare perché hai perso il lavoro significa che per te è tempo di reagire

Prima di tutto, non ti abbattere. La perdita del lavoro è una batosta che può avere ripercussioni sulla salute psicofisica e sul benessere in generale. È indubbiamente un evento da elaborare e lasciare alle spalle rabbia, frustrazione e smarrimento richiede uno sforzo non di poco conto.

Cerca di non perdere le tue abitudini, di non chiuderti in casa e di mantenere i rapporti con le persone. Ma soprattutto ricorda che perdere il lavoro non significa che tu non vali niente.

Oltre allo smacco morale, perdere il lavoro significa non percepire uno stipendio per un tempo indefinito. Per questo motivo, il consiglio che ti diamo è di prendere carta e penna e sederti con estrema tranquillità per ragionare sulle tue uscite mensili. 

In questa situazione, è fondamentale tagliare le spese superflue ed essere disposti a fare qualche rinuncia fino a quando le cose si sistemeranno.

Infine, non ti vergognare (non ce n’è motivo) e non esitare a richiedere gli aiuti economici statali se sei in difficoltà: disoccupazione e reddito di cittadinanza sono due soluzioni temporanee che ti permettono di sopravvivere se ti sei ritrovato disoccupato e di affrontare questo momento difficile un po’ più serenamente dal punto di vista economico.

Perdere il lavoro e reinventarsi: l’esempio di Claudia e Renato

“Se perdo il lavoro, da dove devo ricominciare?”

Ricomincia dalle tue passioni, dalle tue capacità, dalle tue skills, sempre facendo tesoro dell’esperienza vissuta ma terminata. 

Aggiorna il tuo curriculum vitae e ricorda che, anche grazie al web, hai varie possibilità per trovare una nuova occupazione. Puoi usare, ad esempio, le piattaforme online come anche rivolgerti alle agenzie interinali, puoi vedere se ci sono dei concorsi pubblici aperti e partecipare alle selezioni o contattare le aziende di tuo interesse. 

Se, invece, vuoi cambiare vita del tutto, puoi iniziare a studiare per intraprendere una nuova professione, ad esempio nel digitale. 

A tal proposito ti raccontiamo di Claudia e Renato, due persone davvero in gamba che hanno saputo reinventarsi velocemente nel lavoro. 

Claudia è una personal trainer di 38 anni che fino al lockdown ha lavorato nelle palestre come allenatrice individuale e insegnante nei corsi collettivi, ma che si è ritrovata disoccupata dall’oggi al domani a causa della chiusura delle strutture dedicate all’attività sportiva.
Non ha mai avuto una grossa passione per i social network ma ha intuito rapidamente che sarebbero stati il suo nuovo canale per lavorare. Così ha investito qualche centinaia di euro per acquistare un corso e imparare le basi di Instagram, Facebook e Youtube, e oggi sta riprendendo la sua attività seguendo e allenando i suoi clienti a distanza tramite videocall in Zoom e Skype.

Renato, invece, è il titolare di un’azienda di catering per gli eventi: la sua passione sono da sempre le grandi feste come i matrimoni e i battesimi. A causa delle restrizioni la sua attività lavorativa si è improvvisamente bloccata e la maggior parte delle celebrazioni rinviata a data da destinarsi.
Dato che nella sua zona non era ancora diffusa la consegna a domicilio della spesa, ha coinvolto i suoi fornitori e iniziato un servizio di delivery di generi alimentari di alta qualità presso i privati che possono ordinare telefonicamente il necessario.

Le storie di Claudia e Renato ci insegnano che di fronte all’imprevisto non bisogna abbattersi, ma cercare il modo migliore per reinventarsi sfruttando le proprie capacità e i nuovi mezzi a nostra disposizione!

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La nuova normalità nel mondo del lavoro

L’emergenza Covid ha costretto alcune imprese a digitalizzarsi per non morire, anche se non erano pronte, e molti dipendenti hanno sperimentato questa nuova forma di lavoro. 

Fino a pochi anni fa, solo qualche eletto poteva lavorare da casa mentre oggi lo smart working è sulla bocca di tutti ed è la nuova normalità nel mondo del lavoro, forse una gran bella scoperta a cui molti ambiscono. 

Addirittura, alcuni e-commerce che trattano prodotti di arredamento hanno inserito a catalogo scrivanie e postazioni per pc che si integrano perfettamente con l’arredamento domestico ed evitano di far sembrare il salotto un ufficio.

Vediamo di capire insieme cosa significa lavoro agile (o smart working o lavoro da remoto), come funziona per i lavoratori dipendenti, i nostri consigli per lavorare da casa, se esistono delle tutele e quali sono i pro e i contro.

Cosa significa lavoro agile?

Secondo la legge n.81/2017 dell’ordinamento italiano, il lavoro agile o smart working è “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Sulla base di questa definizione, emergono alcune caratteristiche dello smart working:

  1. si tratta di un rapporto di lavoro regolamentato da un contratto;
  2. non sussistono vincoli di orario anche se la norma continua affermando che il lavoro deve essere svolto entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dal contratto;
  3. può essere svolto da qualsiasi luogo;
  4. vengono utilizzati strumenti tecnologici come pc, smartphone e tablet nella mansione.

Lo smart working è regolamentato?

Assolutamente sì. In base alla legge, lo smart working può derivare da un contratto a tempo determinato o indeterminato, all’interno del quale sono indicati anche i giorni di riposo del lavoratore. 

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo al pari di quello applicato dal contratto collettivo di riferimento. 

Sono assegnabili, laddove previsti, gli incentivi di carattere fiscale e contributivo riconosciuti a seguito di un incremento della produttività e di una maggior efficienza lavorativa. 

Compete al datore di lavoro l’onere degli strumenti tecnologici di cui si avvale il dipendente come anche la supervisione della sicurezza del luogo di lavoro. 

Per lo smart working, infine, sono previste copertura INAIL e malattia.

Ti starai chiedendo, qualora tu adottassi questa tipologia di lavoro, cosa fare in caso di malattia. Il dubbio è frequente e la risposta è molto semplice: per legge, gli obblighi del lavoratore non cambiano, quindi, è necessaria la visita dal medico di base che provvede a inoltrare all’INPS il certificato di malattia.

Anche nel caso di lavoro agile non esiste, quindi, la perdita di lavoro per malattia a meno che l’assenza per superi un periodo (c.d. “periodo di comporto”) stabilito dalla legge, dai contratti collettivi, o in via residuale, dagli usi o se la malattia provoca uno scarso rendimento che comporta un danno per il datore di lavoro.

Pro e contro dello smart working

Lo smart working, come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro, e prima di scegliere questa strada è importante ponderare bene vantaggi e svantaggi.

Tra i vantaggi del lavoro agile, possiamo elencare:

  • Riduzione dello stress
  • Meno spese
  • Zero vincoli e orari
  • Più tempo per la casa e per la famiglia

Tra gli svantaggi del lavoro agile troviamo invece:

  • Solitudine e isolamento
  • Scarsa interazione con i colleghi
  • Inesistente separazione tra ambiente di lavoro e ambiente domestico
  • Maggior rischio di distrazione.

Se da un lato trascorri più tempo in casa, non devi mai dimenticare che stai lavorando e tra una mail di lavoro e l’altra non dovresti telefonare al tuo migliore amico o fare le faccende di casa. Si tratta sempre di lavoro e dev’essere fatto con la massima serietà.

Lavorare da casa: i nostri consigli

Come abbiamo visto, se da un lato lavorare da casa è vantaggioso, dall’altro può comportare alcuni disagi e destabilizzare la propria routine.
Per questo abbiamo pensato di condividere alcuni consigli per aiutarti mantenere un alto livello di produttività e lavorare in modo efficace anche da casa tua:

  • Ritaglia uno spazio dedicato al lavoro: se ti è possibile, costruisci un angolo di casa tua esclusivamente dedicato all’attività lavorativa, una postazione di lavoro ben organizzata con tutto ciò che ti serve a portata di mano. Ti aiuterà a mantenere la concentrazione.
  • Dedica un tempo al lavoro: è importante costruirsi una routine giornaliera e settimanale con orari e giorni prestabiliti dedicati al lavoro; cerca di non lavorare nel weekend, o comunque di prenderti almeno un giorno intero per staccare.
  • Organizza le tue attività: puoi utilizzare alcuni strumenti per organizzare il lavoro e pianificare i task, come Trello, Asana, Workzone; fissati delle scadenze da rispettare e organizzati con i colleghi. 
  • Rimani in comunicazione con il team: se lavori insieme ad altre persone, mantieni un filo diretto con loro attraverso gli strumenti di messaggistica online e videoconferenza (Slack, Skype, Zoom, Teams…), in modo da rimanere sempre allineati sulle attività che state svolgendo; inoltre, rimanere in contatto con i colleghi aiuta a mantenere un senso di comunità per sentirsi meno soli, anche organizzando pause caffè virtuali!
  • Non trascurare il look: quando si lavora da casa la tentazione di rimanere in pigiama tutto il giorno è grande, ma non sottovalutare l’impatto psicologico che ha l’azione del “prepararsi per andare al lavoro”. Questa piccola routine aiuta ad entrare in modalità lavorativa, anche quando sei in casa. Non significa che devi per forza vestirti di tutto punto, ma l’importante è non lasciarsi andare e mantenere un aspetto professionale.

Vedrai che seguendo questi piccoli accorgimenti riuscirai ad accogliere il cambiamento e crearti piano piano una nuova routine.